ASSOCIAZIONE O.N.L.U.S. FERITI E VITTIME DELLA CRIMINALITà E DEL DOVERE

FERVI[damente] CREDO nella solidarietà

 
in primo piano
martedì 6 febbraio 2018
Onorato il ricordo di Filippo Raciti, Vittima del Dovere, a 11 anni dalla sua morte

“Grazie a Filippo Raciti oggi il calcio è più degno dello sport che esso rappresenta. La sua morte non è stata inutile ma è stata una ‘sveglia’ per l’Italia tutta”. Lo ha affermato il questore di Catania Alberto Francini, venerdì scorso, ricordando nella sala del X Reparto Mobile l’Ispettore capo della Polizia di Stato morto il 2 febbraio del 2007 nello stadio Massimino durante scontri con ultrà etnei.


giovedì 25 gennaio 2018
A Piacenza cerimonia in onore di Giuseppe Beolchi, Poliziotto Vittima del Dovere morto il 20 dicembre

Si è tenuta ieri, martedì 24 gennaio, presso la questura di Piacenza, la commemorazione dell’Agente della Polizia Stradale Giuseppe Beolchi, morto il 20 dicembre scorso a causa di un incidente stradale con l’auto di servizio lungo l’autostrada A1 finita sotto un Tir. Un doveroso ricordo che, è stato sottolineato, dovrà ripetersi “in ogni cerimonia, affinché venga sempre onorata la divisa e il suo lavoro anche se lui non c’è più”. In caserma, ad accogliere la vedova dell’assistente capo Beolchi, Rosanna Marchesi, e i genitori del Poliziotto Vittima del Dovere, c’erano il questore, Salatore Arena, l’ex dirigente di viale Malta, Aida Galluccio, e i funzionari della questura, nonché un gruppo di colleghi che hanno raccolto con una colletta una somma in denaro da destinare proprio alla famiglia del poliziotto scomparso, che ha lasciato cinque figli. “Beolchi è un poliziotto che è morto facendo il proprio lavoro - ha sottolineato il questore - un uomo onesto che ha dato la vita per la divisa che indossava”.

“Si onori la divisa e il suo lavoro anche se lui non c’è più e ha lasciato un vuoto incolmabile” gli ha fatto eco commossa la vedova Beolchi. “E’ il momento di restare uniti e di cercare di andare avanti nonostante Giuseppe non ci sia più - ha aggiunto -. Vorrei che il suo lavoro e la divisa vengano onorati ogni giorno perché il suo sacrificio non sia stato vano. Stiamo cercando di continuare a vivere anche se il dolore è fortissimo e non passerà mai”. 


lunedì 22 gennaio 2018
A Firenze la commemorazione del poliziotto Fausto Dionisi, Vittima del Dovere, ucciso 40 fa

La città di Firenze ha reso onore, sabato, a Fausto Dionisi, l’appuntato della Polizia di Stato, Medaglia d’oro al valor civile, ucciso davanti al carcere delle Murate 40 anni fa, il 20 gennaio 1978, da alcuni militanti di Prima Linea messi in fuga mentre tentavano di far evadere alcuni compagni. La commemorazione ha avuto luogo in distinti momenti. Le celebrazioni sono iniziate con la deposizione di un mazzo di fiori sulla tomba del poliziotto, nel cimitero di Peretola, e più tardi in via delle Casine, luogo dell’agguato, si è tenuta la cerimonia di deposizione di una corona ai piedi della lapide commemorativa, alla presenza della vedova, Mariella Magi, della figlia, e dei vertici delle autorità civili e militari. Nel corso della cerimonia è stata data lettura del messaggio del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il quale ha sottolineato che “cerimonie come quella di oggi ci permettono di ricordare un periodo doloroso la cui memoria è una componente indispensabile della nostra democrazia”. “Grazie allo straordinario impegno delle Istituzioni e delle Forze dell’ordine – recitava ancora il messaggio -, al coraggio di uomini come Fausto Dionisi e di tanti suoi colleghi, l’Italia ha sconfitto la barbarie del terrorismo tenendo saldi i valori di libertà, giustizia e legalità alla base del nostro vivere comune. Desidero far giungere la mia sincera vicinanza – ha poi concluso il presidente del Consiglio - alla famiglia dell’agente della Polizia Fausto Dionisi, a quarat’anni dal vile agguato che gli costò la vita”.

Anche la vicepresidente del senato, Rosa Maria di Giorgi, ha voluto onorare la memoria dell’agente ucciso: “Non dobbiamo mai dimenticare la storia di Fausto Dionisi – ha detto -, come quella dei tanti troppi uomini che hanno compiuto l’estremo sacrificio e messo a rischio la propria vita per proteggere tutti noi. Duecento morti e oltre cinquemila feriti troppo spesso dimenticati, vite sconvolte da criminali senz’anima che ritengono che la lotta politica vada fatta con il sangue e la distruzione”.


mercoledì 17 gennaio 2018
Palermo ha reso onore all’Agente scelto di Polizia Natale Mondo, Vittima del Dovere, nel 30° anniversario della sua morte

Si è svolta domenica 14 gennaio, a Palermo, la commemorazione dell’Agente scelto della Polizia Natale Mondo, ucciso dalla mafia all’Arenella nel 1988, nel 30° anniversario della sua morte. Alla cerimonia il questore di Palermo, Renato Cortese, ha deposto una corona di alloro davanti alla lapide che ricorda i caduti della Squadra Mobile, nell’atrio della caserma Boris Giuliano. A seguire è stata celebrata una funzione eucaristica officiata dal cappellano della Polizia, don Massimiliano Purpura, presso la Cappella della “Soledad”.

Un altro momento di ricordo dedicato a Natale Mondo si è svolto alla caserma “Pietro Lungaro” dove, alla proiezione di un filmato in sua memoria ed alle testimonianze dei familiari e di alcuni poliziotti che lo hanno conosciuto, è seguito uno spettacolo di pupi siciliani, in chiave antimafia.

Natale Mondo venne ucciso nel primo pomeriggio del 14 gennaio 1988, mentre si trovava davanti il negozio di giocattoli gestito dalla moglie nel quartiere Arenella. Si era arruolato in polizia nel 1972 e aveva prestato servizio a Roma, Siracusa e Trapani.

Trasferito successivamente alla questura di Palermo, ha svolto i suoi compiti presso la Squadra Mobile dal 2 dicembre 1982 al 9 ottobre 1985, dove si è occupato prevalentemente di indagini sulle cosche mafiose, apportando un prezioso contributo alle indagini su “Cosa Nostra”. Nei giorni precedenti all’omicidio aveva manifestato tutta la sua preoccupazione ai colleghi più fidati e ai familiari. E per questo, dopo essere sfuggito ai colpi di kalashnikov che uccisero il vicequestore Ninni Cassarà e il collega Roberto Antiochia,  camminava con la sua calibro 38 sempre nella cintola. Natale Mondo il 10 novembre 1999 è stato insignito della “medaglia d’oro al valor civile alla memoria”.


domenica 24 dicembre 2017
Felici Festività

Associazione Onlus Fervicredo


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