
Venezia 31 Ottobre 2026
COMUNICATO STAMPA
“Un’altra immane tragedia ha colpito l’Italia e siamo di nuovo qui a piangere altre persone che sono rimaste Vittime del proprio Dovere. Simone, Claudio, Franco e Laura, come tanti altri Servitori dello Stato che quotidianamente tengono alto il nome del nostro Paese, facendo fede a una scelta di vita dura e sacrificata, che i più non conoscono e a cui non pensano, ma che proprio per questo li rende ancor più grandi. Una vita spesa al servizio degli altri non alla ricerca di convenienze e di clamore, ma convintamente e silenziosamente, perché la vera gratificazione viene proprio dal portare a termine quel Dovere che si fa valore irrinunciabile. Ma oggi, oggi come tutte le volte che qualcuno di queste persone valorose ‘cade’, non è più tempo del silenzio, tutt’altro. Oggi abbiamo il dovere di parlare diloro, ancora e ancora, di ripetere i loro nomi, di indicarli giustamentecome i nostri esempi migliori, di esaltarne la fedeltà, di onorarne in ogni modo il ricordo. Oggi è tempo di ricordare a tutti che cosa significa assumersi l’impegno di servire il Paese, soprattutto all’estero, lontani dagli affetti, con l’ansia e la paura di non poterli riabbracciare,ma caparbiamente lì per svolgere generosamente il proprio servizioa gli altri, alle Istituzioni, alla Nazione”.Con queste parole Mirko Schio, Presidente della Fervicredo (Feriti eVittime della criminalità e del Dovere) esprime il cordoglio per la tragica morte dei quattro italiani avvenuta in Bosnia. I due militari dell’Esercito, il Sergente Simone Ruggia e il Sergente ClaudioMarchesi, e due della Croce Rossa, il Tenente Franco Adriano Zecchillo e il Sergente Laura Procacci, entrambi appartenenti al Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana, erano a bordo dell’elicottero militare italiano CH 47 Chinook, impegnato nell’operazione Eufor Althea, precipitato giovedì 29, quando altriundici sono rimasti feriti.
“Oggi il pensiero corre ai Familiari delle nostre Vittime – aggiunge Schio – ai quali ci stringiamo con affetto e commozione, perché in Fervicredo conosciamo bene ciò che stanno passando. Con uguali forti sentimenti esprimiamo la nostra vicinanza ai feriti del tragico incidente avvenuto in Bosnia, perché possano presto guarire nel corpo e nello spirito, anche se certe tracce rimangono indelebili nell’animo. Siamo immensamente grati a tutti loro, a chi ha perso la propria vita, a chi dovrà faticosamente rialzarsi per tornarealla propria missione, a chi oggi soffre il dolore del lutto per aver condiviso lo spirito di servizio dei propri cari. Conosciamo il vostro valore e lo racconteremo ancora a tutti, continuando a ripetere i vostri nomi ed a ricordare orgogliosi quanto avete fatto grande l’Italia.
Per gentile pubblicazioneAssociazione Fervicredo